Askatasuna vuol dire Libertà - Torino è Partigiana

Askatasuna vuol dire Libertà - Torino è Partigiana

PIATTAFORMA VERSO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 31 GENNAIO A TORINO

A conclusione dell'assemblea di sabato 17 gennaio è stata stilata una piattaforma a cui aderire "GOVERNO NEMICO DEL POPOLO, IL POPOLO RILANCIA", di seguito le firme in aggiornamento delle realtà che chiamano alla mobilitazione.

Da Torino al Sud, dalla Val di Susa al Nord Est, dalle isole al centro, tutta Italia è unita nelle differenze, nelle generazioni, nelle specificità territoriali, per portare una sola voce: il governo Meloni ha sbagliato i suoi calcoli, il popolo resiste.

Nonostante i segnali chiari che arrivano dal governo, un governo ch odia e che struttura una stretta repressiva ben precisa e ben oliata, è altrettanto chiaro che una parte del Paese non è disposta a chinare la testa.

Dai lavoratori e dalle lavoratrici, dagli spazi sociali colpiti, dai comitati territoriali, dai comitati di quartiere ai collettivi studenteschi, dalle università alle scuole, da chi lotta nei quartieri popolari a chi lotta contro le basi militari e le grandi opere inutili, dalle donne che lottano agli abitanti sotto sfratto:
IL POPOLO RILANCIA

IL 31 GENNAIO SARA' UNA MOBILITAZIONE POPOLARE
a cui ognuno potrà partecipare con le proprie specificità e le proprie differenze, rappresentandole tutte, creando una massa eterogenea, come la Valle di Susa ci ha insegnato. Il 31 sarà un passaggio importante per ribadire che c'è una parte di questo Paese, quella che in milioni è scesa in strada per bloccare tutto in solidarietà al popolo Palestinese, che non è disponibile ad avallare i piani previsti di riarmo, militarizzazione, chiusura e disciplinamento voluti da Meloni e dai suoi ministri.

Un passaggio che rilanciamo insieme verso nuovi appuntamenti, verso la primavera in cui ritrovarci, continuare a ragionare collettivamente sulle urgenze di questo momento storico e cogliere quali siano le possibilità per riaprire spazi, costruire percorsi, intuire mobilitazioni, passando per i momenti di sciopero che ci saranno.

La repressione del Governo passa per nuovi decreti sicurezza, cerca di rinchiudere le mobilitazioni e gli spazi sociali autogestiti ad un problema di ordine pubblico, quando invece il loro significato è profondamente politico e sociale. Arresti e operazioni di polizia quasi settimanali, colpiscono indiscriminatamente superando e forzando ogni confine legale, trasformando le leggi nella logica feroce della "legge del più forte".

ESSERE PARTIGIANI vuol dire schierarsi e prendere posizione, Torino è una dimostrazione di come le lotte possano essere al tempo stesso incisive e riproducibili. Oggi il significato e la pratica dell'antifascismo assumono nuova attualità.

FIRME IN AGGIORNAMENTO
Network Antagonista Torinese
Movimento No Tav
Torino per Gaza
Centri Sociali del Nord Est
Non Una Di Meno Torino
Giovani Palestinesi d'Italia
Spazio Popolare Neruda
Giorgio Cremaschi
Potere al Popolo
Assemblea Studentesca Torino
Ex Opg
Officina 99
Brahim Baya, Nur - Narrazioni Umane di Resilienza
Coordinamento Collettivi Autorganizzati Universitari
Ecologia Politica Napoli
Cantiere Milano
Quarticciolo Ribelle
Libere di lottare contro lo stato di guerra e polizia
Movimento di lotta disoccupati, 7 novembre
Centri sociali delle Marche Studenti Autorganizzati Marche
Colpo
Centro Sociale Talpa e l'Orologio
Collettivo Spiraglio
Collettivo ohm
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS
Cobas Scuola Torino
CSOA Ex Snia Viscosa
Coordinamento Antifascista Universitario - Torino
Rifondazione Provinciale Torino
Fronte Popolare Torino
Cub
Sinistra Anticapitalista
Radici del Sindacato alternativa in Cgil
Vogliamo Tutto
Assemblea per il Diritto alla Casa Pavia
Partito Comunista dei Lavoratori - Torino
Gabrio
Associazione a Resistere Pisa
Cobas
Carc

Immaginiamo insieme il corteo del 31 gennaio come l'inizio di un percorso comune che possa costruire uno spazio largo di mobilitazione contro il Governo Meloni e la sua manovra economica lacrime e sangue. Oltre la retorica populista e sovranista, quello che rimane sono misure di austerity, sudditanza ai diktat di Trump, attacchi al lavoro, alle pensioni, ai migranti e a chiunque non sia allineato. E' tempo di portare avanti un conflitto plurale, inteso come esercizio di trasformazione e di riconoscimento di coloro che stanno ai margini.

E' tempo di tenere insieme quello che loro vogliono allontanare, di rifiutare la loro divisione di bene e male e costruire un'alternativa credibile.

RESISTERE E' POSSIBILE
RESISTERE E' UN DOVERE!