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DESCRIPTION:Giovedì 23 aprile – ore 18:00 – Via Fontanellato 69 Che Guevara
	 Roma\n\nUn invito a cura del collettivo INVENTAREILFUTURO\n\nl mondo trem
	a dallo Stretto di Hormutz come da una ferita che non smette di\npulsare. 
	Shahed lanciati a poco la squarciano. I Patriot del tecnocapitalismo –\non
	erosi – tentano di difendere il corpo putrescente dell'Impero. Il fulvo\nf
	uffaguru del mattone siede sul trono infiammabile dell'escatologia tech\, 
	e\nintanto Al Jolani\, ex macchina da guerra del Deserto\, viene accolto d
	ai padroni\ndel mondo con strette di mano e protocolli da stato amico. Ex 
	Al Qaeda diventa\ncapo di Stato. E l'Occidente lo ama.\n\nI sionisti hanno
	 pensato di costruire uno Stato. Hanno invece eretto un idolo\nnel deserto
	. E il deserto – lo Xerodromo – non tollera idoli. Il monoteismo\nebraico\
	, che ha insegnato al mondo a infrangere le immagini\, si è fatto immagine
	\nper superare i propri traumi che mettono in scena continui psicodrammi d
	agli\neffetti virulenti.\n\nI Pasdaran hanno un tono epico che l'undergrou
	nd occidentale segretamente\nammira. I nodi tra Penisola Arabica e i suoi 
	sotterranei buchi di trama\ncominciano a riemergere: Wahhabismo vs Asse de
	lla Resistenza\, fratture che\nnessun analista da salotto riesce più a cuc
	ire.\n\n \n\nMa forse non abbiamo mai capito niente.\n\nPerché la teoria p
	olitica mediorientale non si impara nei salotti. Si scava. Si\nesuma.\n\n\
	n\nI Neoassiri lo sapevano.\n\nEssi costruirono l'Asse del Male contro il 
	Male: una dottrina occulta-militare\nche percepiva il Male non come nemico
	 da annientare\, ma come carburante. Perché\nsolo il Male può cacciare il 
	Male. E la guerra\, in questa logica\, diventa\nun'automacchina autonoma\,
	 refrattaria a qualsiasi linea di comando.\n\nSaddam lo sapeva.\n\nLo sape
	va quando ha invaso il Kuwait. Ma l'Asse Gog-Magog\, quello vero\, non è n
	é\ncon lui né contro di lui. È più antico. È un diagramma numerico a nove 
	vertici\,\nuna stella spezzata che si ripiega su sé stessa\, e i suoi due 
	bracci – X e Y\,\nGog e Magog\, USA e Jihad – scivolano l'uno verso l'altr
	o su un letto di\npetrolio.\n\n\n\nIl petrolio non è una risorsa. È un lub
	rificante tellurico.\n\n\n\nAgevola le narrazioni. Nutre le macchine da gu
	erra. E poi scompare nella nebbia\,\nlasciandoci ciechi e assetati.\n\n \n
	\nLibia. Libano. Iraq. Siria.\n\n \n\nOgni "fallimento" della politica occ
	identale\, ogni "inconsistenza" sulla\nsuperficie\, nasconde una consisten
	za sotterranea.\n\nI Baathisti lo sapevano: il partito non era un'ideologi
	a\, era un buco di trama –\nun'infezione che si è diffusa per decenni\, mi
	metizzandosi nel nazionalismo\narabo\, nel socialismo\, nel laicismo\, sal
	vo poi rivelarsi per quello che era:\nun'idea senza volto.\n\nL'Islam poli
	tico è un “incubatore di minoranze”\, un grembo che genera migliaia\ndi se
	tte\, ognuna con la sua macchina da guerra. E quando queste sette entrano 
	in\ncollisione\, non producono una sintesi. Producono un vortice\, un “tri
	sone”.\n\n \n\nAllora\, invece di analizzare\, proviamo a scavare.\n\n \n\
	nIncontriamo Reza Negarestani\, accelerazionista: dopo aver forzato le pas
	sword\ndei sottogruppi CCRU\, intercetta gli scritti decriptati di Parsani
	 e le loro\ningerenze militar-mondiali. E con lui emerge il fantasma di Ha
	mid Parsani\,\narcheologo maledetto\, arrestato dalla SAVAK\, espulso ai m
	argini della\nRivoluzione Iraniana.\n\nI suoi scritti sono densi\, occultu
	rali\, impossibili. Diagrammi infetti. Tracce\ndella croce di Akht\, il ma
	nufatto. Negarestani la sfiora e qualcosa cede: forse\nimpazzisce\, forse 
	si innamora\, forse il cervello si lascia colonizzare dal\nnemat-spazio.\n
	\nForse è questa l’unica mappa che abbiamo per orientarci nel labirinto ch
	e\nchiamiamo “Medio Oriente”.\n\nParsani ci insegna a leggere le storie at
	traverso i loro buchi di trama. Perché\nogni incoerenza sulla superficie è
	 un poro\, e ogni poro è l’imboccatura di un\ntunnel. In fondo a quei pori
	\, migliaia di petrol-nematodi strisciano\nnell’oscurità tellurica.\n\n \n
	\n---\n\nLascia i preconcetti alla porta. Lasciati lubrificare.
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	 Fontanellato 69 Che Guevara Roma</strong></p><p>Un invito a cura del coll
	ettivo <strong>INVENTAREILFUTURO</strong></p><p>l mondo trema dallo Strett
	o di Hormutz come da una ferita che non smette di pulsare. Shahed lanciati
	 a poco la squarciano. I Patriot del tecnocapitalismo – onerosi – tentano 
	di difendere il corpo putrescente dell'Impero. Il fulvo fuffaguru del matt
	one siede sul trono infiammabile dell'escatologia tech, e intanto Al Jolan
	i, ex macchina da guerra del Deserto, viene accolto dai padroni del mondo 
	con strette di mano e protocolli da stato amico. Ex Al Qaeda diventa capo 
	di Stato. E l'Occidente lo ama.</p><p>I sionisti hanno pensato di costruir
	e uno Stato. Hanno invece eretto un&nbsp;idolo nel deserto. E il deserto –
	 lo Xerodromo – non tollera idoli. Il monoteismo ebraico, che ha insegnato
	 al mondo a infrangere le immagini, si è fatto immagine per superare i pro
	pri traumi che mettono in scena continui psicodrammi dagli effetti virulen
	ti.</p><p>I Pasdaran hanno un tono epico che l'underground occidentale seg
	retamente ammira. I nodi tra Penisola Arabica e i suoi sotterranei buchi d
	i trama cominciano a riemergere: Wahhabismo vs Asse della Resistenza, frat
	ture che nessun analista da salotto riesce più a cucire.</p><p>&nbsp;</p><
	p><em>Ma forse non abbiamo mai capito niente.</em></p><p><em>Perché la teo
	ria politica mediorientale non si impara nei salotti. Si scava. Si esuma.<
	/em></p><p></p><p>I Neoassiri lo sapevano.</p><p>Essi costruirono l'Asse d
	el Male contro il Male: una dottrina occulta-militare che percepiva il Mal
	e non come nemico da annientare, ma come carburante. Perché solo il Male p
	uò cacciare il Male. E la guerra, in questa logica, diventa un'automacchin
	a autonoma, refrattaria a qualsiasi linea di comando.</p><p>Saddam lo sape
	va.</p><p>Lo sapeva quando ha invaso il Kuwait. Ma l'Asse Gog-Magog, quell
	o vero, non è né con lui né contro di lui. È più antico. È un diagramma nu
	merico a nove vertici, una stella spezzata che si ripiega su sé stessa, e 
	i suoi due bracci – X e Y, Gog e Magog, USA e Jihad – scivolano l'uno vers
	o l'altro su un letto di petrolio.</p><p></p><p>Il petrolio non è una riso
	rsa. È un lubrificante tellurico.</p><p></p><p>Agevola le narrazioni. Nutr
	e le macchine da guerra. E poi scompare nella nebbia, lasciandoci ciechi e
	 assetati.</p><p>&nbsp;</p><p>Libia. Libano. Iraq. Siria.</p><p>&nbsp;</p>
	<p>Ogni "fallimento" della politica occidentale, ogni "inconsistenza" sull
	a superficie, nasconde una consistenza sotterranea.</p><p>I Baathisti lo s
	apevano: il partito non era un'ideologia, era un buco di trama – un'infezi
	one che si è diffusa per decenni, mimetizzandosi nel nazionalismo arabo, n
	el socialismo, nel laicismo, salvo poi rivelarsi per quello che era: un'id
	ea senza volto.</p><p>L'Islam politico è un “incubatore di minoranze”, un 
	grembo che genera migliaia di sette, ognuna con la sua macchina da guerra.
	 E quando queste sette entrano in collisione, non producono una sintesi. P
	roducono un vortice, un “trisone”.</p><p>&nbsp;</p><p><em>Allora, invece d
	i analizzare, proviamo a scavare.</em></p><p>&nbsp;</p><p>Incontriamo Reza
	 Negarestani, accelerazionista: dopo aver forzato le password dei sottogru
	ppi CCRU, intercetta gli scritti decriptati di Parsani e le loro ingerenze
	 militar-mondiali. E con lui emerge il fantasma di Hamid Parsani, archeolo
	go maledetto, arrestato dalla SAVAK, espulso ai margini della Rivoluzione 
	Iraniana.</p><p>I suoi scritti sono densi, occulturali, impossibili. Diagr
	ammi infetti. Tracce della croce di Akht, il manufatto. Negarestani la sfi
	ora e qualcosa cede: forse impazzisce, forse si innamora, forse il cervell
	o si lascia colonizzare dal nemat-spazio.</p><p>Forse è questa l’unica map
	pa che abbiamo per orientarci nel labirinto che chiamiamo “Medio Oriente”.
	</p><p>Parsani ci insegna a leggere le storie attraverso i loro buchi di t
	rama. Perché ogni incoerenza sulla superficie è un poro, e ogni poro è l’i
	mboccatura di un tunnel. In fondo a quei pori, migliaia di petrol-nematodi
	 strisciano nell’oscurità tellurica.</p><p>&nbsp;</p><p>---</p><p><em>Lasc
	ia i preconcetti alla porta. Lasciati lubrificare.</em></p>
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